L'Archivio dei Doria di Montaldeo, donato nel 1965 dal professor Giorgio Doria alla Facoltà di Economia dell'Università di Genova, è costituito da 3000 unità archivistiche: 1460 registri di scritture contabili e scartafacci di fiera, 18 manoscritti di genealogie e notizie storiche sulla nobiltà genovese, 21 pergamene; circa 500 scatole contenenti manoscritti di carattere legale, mazzi di lettere e documenti sciolti.

Si tratta di una ricca documentazione databile tra il XVI e il XX secolo, relativa alla gestione degli affari patrimoniali e alla vita domestica della famiglia Doria e di altre nobili famiglie genovesi, legate ad essa per parentela e alleanze matrimoniali: i Di Negro, i De Mari e un ramo degli Spinola. Proprio da Giovanni Battista Spinola, "principe di Vergagni", pervenne al cugino e amministratore Ambrogio Doria e alla sua discendenza il palazzo di Strada Nuova noto ora come Palazzo Doria.

Le fortune dei Doria hanno origine da Antonio (1495-1577), che fin dal 1526 fu al fianco di Andrea Doria in tutte le sue più importanti spedizioni navali, acquistando fama e ricchezza, e ottenendo nel 1555 dall'imperatore Carlo V il Toson d'Oro, la massima onorificenza spagnola dell'epoca.
Il nipote di Antonio, Giorgio (1526-1590), comprò nel 1569 da Nicolò Grimaldi il feudo di Montaldeo nell'alto Monferrato. Questo rimase ai suoi successori, sempre chiamati Giorgio o Ambrogio, in regolare alternanza, fino al XX secolo.

Strumenti di consultazione:
- inventario analitico dei registri contabili manoscritti genealogici e pergamene
- inventario sommario dei manoscritti di carattere legale, dei mazzi di lettere e documenti sciolti (consultabile presso il Centro).